Fattura elettronica tra privati B2B, il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

Se non hai ancora chiarito tutti i dubbi circa l’obbligo di fatturazione elettronica tra privati, leggere questo articolo ti aiuterà.

Per fatturazione elettronica tra privati, o fatturazione business to business (B2B), si intende l’emissione in modalità elettronica di un documento a valenza fiscale, relativo all’acquisto di un bene o di una prestazione, e scambiato tra privati (tra imprese, artigiani, professionisti, etc…).

In sostanza, la Fattura Elettronica B2B sostituisce la classica fattura utilizzata finora da tutti i Fornitori nei confronti dei Clienti per la cessione di beni e/o servizi.

Cosa significa “emissione in modalità elettronica”?

Vuol dire che la fattura dovrà essere:

1. prodotta come file XML (non altri formati, doc, xls, pdf, …);

2. trasmessa al Sistema di Interscambio (SdI, gestito dalla SOGEI per conto dell’Agenzia delle Entrate) e

3. recapitata dal SdI al destinatario (ovvero il cliente);

4. conservata digitalmente a norma di Legge (ovvero non semplicemente archiviandola nella cartella del proprio PC).

Sostanzialmente, quanto accade attualmente per l’emissione di una fattura elettronica da un privato verso la PA verrà applicato anche tra privati.

Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate

Abbiamo analizzato il provvedimento del 30 aprile 2018 (89757/2018) e la circolare n. 8/E dell’Agenzia delle Entrate (AdE) per capire, nel dettaglio, come gestire gli aspetti che regolano la fatturazione elettronica tra privati.

1. MODALITÀ DI PRODUZIONE

Rimarcando che la fattura elettronica è un file in formato XML caratterizzato da specifiche informazioni e non una fattura in PDF da inviare via mail, la predisposizione del file della fattura può essere effettuata mediante i sistemi informatici messi a disposizione dall’ AdE (procedura web, app e software da installare su PC) o mediante software propri o di un intermediario (quale ad esempio Arancia-ICT tramite i servizi digitalenoproblem).

2. MODALITÀ DI TRASMISSIONE

Una volta generata la fattura elettronica, questa deve essere trasmessa al Sistema di Interscambio (SDI). Per effettuarne la trasmissione, è possibile utilizzare gli stessi sistemi informatici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per la produzione delle fatture elettroniche, una PEC o dei sistemi di interazione automatizzata (sistemi “web service” e “FTP”) tra un sistema informatico, proprio o di un intermediario (es. Arancia-ICT), e il SDI.

Questi sistemi devono essere abilitati dal SdI, abilitazione che si ottiene mediante un processo di “accreditamento”.

Non serve più la firma elettronica

Per ogni fattura trasmessa, SdI calcola un codice alfanumerico che caratterizza in maniera univoca il file, l’hash. Si palesa, dunque, la possibilità di inviare fatture elettroniche senza la necessità di firmarle digitalmente, in quanto è lo stesso SdI a garantirne, mediante l’hash, l’identificazione certa.

I controlli sulle fatture elettroniche

Inoltre, il SdI, per ogni fattura trasmessa, prima dell’inoltro al destinatario ed entro 5 giorni, effettua una serie di controlli in merito alla presenza delle informazioni obbligatorie, alla validità delle informazioni (es. P.IVA esistente) e alla coerenza delle informazioni (coerenza tra i valori dell’imponibile, dell’aliquota IVA e dell’imposta).

Le notifiche di esito

In caso di mancato superamento dei controlli, la fattura è scartata e il SdI invierà al trasmittente della fattura una “notifica di scarto”. La fattura è da considerarsi non emessa.

Viceversa, in caso di superamento dei controlli, la fattura è da considerarsi emessa. Il SdI restituirà al soggetto trasmittente due tipologie di notifiche, in funzione dello stato del recapito:

  •  “notifica di consegna”, che indica il buon esito del processo sia di controllo che di recapito;
  •  “notifica di mancata consegna”, che indica il buon esito del processo di controllo ma l’impossibilità di recapito.

Sono state eliminate nel processo di fatturazione elettronica B2B, le notifiche emesse dal destinatario della fattura, ossia la notifica di accettazione, di decorrenza termini e di non accettazione.

3. MODALITÀ DI RECAPITO

Anche per la ricezione, se si utilizza il sistema informatico di un intermediario, quest’ultimo deve essere abilitato dal SdI, abilitazione che si ottiene sempre mediante processo di “accreditamento”. Al termine del processo di accreditamento il SdI associa al sistema intermediario, che si occupa di ricevere le fatture, un “Codice Destinatario”, come quello delle pubbliche amministrazioni (codice IPA) ma costituito da 7 caratteri alfanumerici anziché 6.

La fattura elettronica trasmessa al SdI verrà recapitata al cessionario/committente (destinatario della fattura). Ma come fa il SdI a recapitare la fattura?

Registrazione dell’“Indirizzo telematico”

Se il destinatario ha registrato presso l’AdE (presso uno sportello fisico o mediante un modulo on-line) un “indirizzo telematico”, ossia un canale preferito per la ricezione delle fatture, che può essere una PEC o un Codice Destinatario (associato ad un sistema informatico, proprio o di un intermediario, accreditato presso il SdI), in fattura basterà indicare l’anagrafica del destinatario e SdI recapiterà la fattura al suo indirizzo telematico.

Assenza dell’“Indirizzo telematico”

Se il destinatario non ha registrato presso l’AdE un “indirizzo telematico”, in fattura dovrà essere indicato, oltre all’anagrafica del destinatario, uno dei seguenti parametri:

  • il “Codice destinatario”, se il destinatario si avvale di un sistema informatico, proprio o di un intermediario, accreditato presso il SdI;
  • il codice “0000000” insieme all’indirizzo PEC del destinatario;
  • il codice “0000000” insieme al codice fiscale del destinatario;
  • solo il codice “0000000” per un destinatario in “regime di vantaggio”;
  • solo il codice “0000000” per un destinatario di cui non si conosce l’indirizzo PEC o il “codice destinatario”.

Area riservata sul sito web dell’AdE

Per ogni caso in cui il SdI non riesce a recapitare la fattura elettronica al destinatario (es. casella PEC piena, codice destinatario non valido) e nel caso di destinatario in “regime di vantaggio”, SdI depositerà la fattura in un’area riservata al destinatario sul sito web dell’AdE. Il trasmittente della fattura, invece, nella propria area riservata, ne troverà un duplicato informatico.

4. CONSERVAZIONE DIGITALE A NORMA

Così come le fatture elettroniche alla PA, anche le fatture elettroniche tra privati, essendo dei documenti “nativi digitali”, devono essere obbligatoriamente sottoposte alla conservazione digitale  a norma. E per entrambe le tipologie di fatture elettroniche, l’AdE mette a disposizione il servizio gratuito di conservazione. Bisogna solo valutare la ragionevolezza di questa scelta poiché, ad esempio, in caso di contenzioso con l’autorità fiscale, i documenti sarebbero conservati presso lo stesso Ente adibito al controllo fiscale.

5. SCEGLIERE UN SISTEMA INFORMATICO PER LA FATTURAZIONE B2B

Abbiamo citato numerose volte la possibilità di affidare la produzione, la trasmissione e la ricezione delle fatture ad un sistema informatico. Ma perché optare per questa scelta?

I sistemi informatici che si basano su un’interazione (canale di comunicazione) con SdI “web service” o “FTP” prevedono un colloquio totalmente automatizzato con il SdI. Sono canali a cui il SdI associa un “Codice destinatario” e il cui utilizzo produce notevoli vantaggi, quali:

  • Produzione rapida della fattura attraverso automatismi che permettono di ottenere una compilazione semiautomatica;
  • Trasmissione e recapito delle fatture sempre possibile, contrariamente, ad esempio, alla casella PEC che può saturare la propria capacità e impedire l’invio e la ricezione delle fatture;
  • Rapida visualizzazione dello stato delle fatture: utilizzare la PEC come strumento di trasmissione e ricezione richiede la verifica di ogni notifica ricevuta per riuscire a determinare lo stato delle fatture;
  • Gestione dell’intero processo di fatturazione: produzione, trasmissione e/o recapito, conservazione delle fatture elettroniche possono essere gestiti mediante un unico applicativo.

Il servizio FNP-FatturaNoProblem è basato su un’interazione “certificata” con SdI di tipo “web service”. È pensato per la gestione dell’intero processo di fatturazione tra privati e verso la PA ed è nativamente integrato con il servizio, del tutto automatizzato, di conservazione digitale a norma CNP – ConservazioneNoProblem. E per norma intendiamo che sono conservati, nel rispetto della vigente normativa, presso il conservatore accreditato AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) Arancia-ICT Srl.

Le scadenze

1° luglio 2018, introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica tra privati nei casi di vendita di benzina o gasolio (utilizzati come carburanti per motori per uso autotrazione) e nei casi di fornitura di prestazioni in subappalto nel quadro di contratti di appalto stipulati con una pubblica amministrazione.

1° gennaio 2019, estensione dell’obbligo a tutti i privati (imprese, liberi professionisti, artigiani, etc.).

Entra in vigore oggi, 29/6/2018, il Decreto Legge n. 79 del 28/6/2018, che proroga l’introduzione dell’obbligo di emissione di fattura elettronica per le cessioni di carburante.

Attenzione

L’obbligo è stato rimandato SOLO nel caso di vendita di carburante a privati (soggetti titolari di partita IVA) presso gli impianti stradali di distribuzione. Quindi, il benzinaio non è obbligato ad emettere fattura elettronica ai privati che, presso il suo impianto, acquistano del carburante. E continueranno ad essere validi l’utilizzo della scheda carburante e il pagamento con mezzi elettronici tracciabili.

Rimane, invece, valido l’obbligo di emissione di fattura elettronica a privati a partire dal 1° luglio 2018 nei casi di:

  • cessioni di carburanti NON rese da impianti stradali di distribuzione;
  • cessioni e prestazioni dei SUBAPPALTATORI di 1° livello nell’ambito di APPALTI PUBBLICI.