Abbiamo già visto la differenza tra Codice Unico e Codice Destinatario nel nostro articolo CODICE DESTINATARIO E CODICE UNIVOCO: DIFFERENZE, approfondiamo adesso come valorizzare il campo “Codice Destinatario” nel caso di fattura elettronica estera, ossia una fattura elettronica con destinatario non italiano.

XXXXXXX per la fattura elettronica estera: Come si usa?

Nel caso di emissione di una fattura elettronica estera, il codice destinario da utilizzare è XXXXXXX. Le sette X sono un codice che ha predisposto l’agenzia delle entrate per l’emissione di fatture elettroniche verso i clienti dei paesi dell’UE e dell’extra UE.

La trasmissione della fattura elettronica con il codice destinatario XXXXXXX consente di evitare l’invio dell’esterometro, ma non i modelli INTRA: restano in vigore le semplificazioni introdotte con le disposizioni del provvedimento del 25 settembre 2017 sui modelli INTRA2. Clicca qui per scaricare i modelli INTRA dall’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli.

Le sette X devono essere riportate nel campo “Codice destinatario”, insieme al numero di partita IVA del destinatario, nel caso di soggetti con sede in Paesi dell’UE. Per i soggetti con sede in uno stato extra UE, invece al posto della partita IVA bisogna inserire un  codice generico che è: “OO 99999999999”. Ricapitoliamo:

  1. Paese all’interno dell’UE: codice destinatario XXXXXXX + numero partita IVA
  2. Paese fuori dell’UE: codice destinatario XXXXXXX + codice generico OO 99999999999 (al posto della Partita IVA) .

Che sia all’interno o all’esterno dell’UE, nel campo CAP il codice da riportare è “00000”. Non è necessario indicare il CAP del Paese di riferimento.

Fattura fuori UE
fattura UE

XXXXXXX & 0000000: Quali sono le differenze?

Attenzione: le sette X non vanno confuse con i sette zero! 

Mentre le sette X devono essere utilizzate per valorizzare il campo “Codice Destinatario” nel caso di fattura elettronica estera, i 7 zero devono essere utilizzati per valorizzare il campo “Codice Destinatario” nel caso di fattura elettronica ad un soggetto italiano che utilizza la PEC per la ricezione delle fatture: in questo caso bisognerà indicare in fattura l’indirizzo PEC del destinatario.

I sette zero possono essere utilizzati anche nel caso in cui il mittente della fattura non sia a conoscenza né dell’indirizzo PEC del destinatario né del suo Codice Destinatario. In tal caso basterà valorizzare il campo “Codice Destinatario” con i sette zero e  i dati anagrafici del destinatario.

Il SdI (Sistema di Interscambio) recapiterà ugualmente la fattura.

 

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