28 maggio 2017 : la nuova scadenza per la conservazione delle fatture elettroniche e dei registri IVA 2016

Com’è noto, nel nostro paese le norme sono troppo spesso “stratificate”. Così, per rispondere alla domanda occorre partire dall’ “evento attivatore”: la Legge di Stabilità 2015 e le nuove regole del decreto 193/2016 che ha introdotto la nuova comunicazione IVA in forma autonoma, cioè separata dalla dichiarazione dei redditi.
In base ai nuovi obblighi:

  • la dichiarazione annuale IVA 2017 in forma autonoma doveva essere trasmessa in via eccezionale entro il 28 febbraio 2017;
  • dal 2018 in poi, la dichiarazione IVA va presentata per via telematica dal 1° febbraio al 30 aprile dell’anno successivo a quello delle operazioni.

Ma soffermiamoci sulla dichiarazione annuale IVA 2017 da effettuare entro il 28 febbraio 2017 e aggiungiamo un altro “strato”: il DMEF 17 giugno 2014 [¹]  specifica che i termini per la conservazione della documentazione fiscale sono fissati a tre mesi dalla scadenza dei termini di presentazione delle relative dichiarazioni annuali.
E così, finalmente, siamo arrivati alla fine: applicando 3 mesi al precedente 28 febbraio 2017 si ottiene il 28 maggio 2017.
Ma è possibile che l’Agenzia delle Entrate commetta un gesto di lungimiranza e promulghi uno spostamento al 30 luglio: la nuova scadenza sarebbe così fissata in modo uguale anche per gli anni successivi. Hai visto mai?
Riepilogativo scadenze secondo norma

[1] Modalità di assolvimento degli obblighi fiscali relativi ai documenti informatici ed alla loro riproduzione su diversi tipi di supporto – articolo 21, comma 5, del decreto legislativo n. 82/2005 [il mitico CAD]. Nello specifico l’art. 3, comma 3

 

 

[2] Sulla base del 1° comma dell’articolo 2435-bis, s i definiscono “micro-imprese” le società che non abbiano emesso titoli negoziati in mercati regolamentati e che nel primo esercizio o successivamente per due esercizi consecutivi, non superano due dei seguenti tre limiti:

 

 

  • totale dell’attivo dello stato patrimoniale non superiore ai 175 mila euro;
  • ricavi delle vendite e delle prestazioni, uguali o minori a 350 mila euro;
  • numero medio degli occupati nel corso del periodo non può eccedere le cinque unità.

Codeste imprese redigono lo stato patrimoniale e il conto economico in base agli schemi previsti per le imprese che presentano il bilancio in forma abbreviata applicando gli stessi criteri di valutazione.